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Uno dibattuto tra l'estrema pigrizia e l'inquietudine perpetua
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venerdì, 27 giugno 2008

Ho visto anche degli zingari felici

E' vero che dalle finestre
non riusciamo a vedere la luce
perché la notte vince sempre sul giorno
e la notte sangue non ne produce,
è vero che la nostra aria
diventa sempre più ragazzina
e si fa correre dietro
lungo le strade senza uscita,
è vero che non riusciamo a parlare
e che parliamo sempre troppo.

E' vero che sputiamo per terra
quando vediamo passare un gobbo,
un tredici o un ubriaco
o quando non vogliamo incrinare
il meraviglioso equilibrio
di un'obesità senza fine,
di una felicità senza peso.
E' vero che non vogliamo pagare
la colpa di non avere colpe
e che preferiamo morire
piuttosto che abbassare la faccia, è vero
cerchiamo l'amore sempre
nelle braccia sbagliate.

E' vero che non vogliamo cambiare
il nostro inverno in estate,
è vero che i poeti ci fanno paura
perché i poeti accarezzano troppo le gobbe,
amano l'odore delle armi
e odiano la fine della giornata.
Perché i poeti aprono sempre la loro finestra
anche se noi diciamo che è
una finestra sbagliata.

E' vero che non ci capiamo,
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
e una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli,
è vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.

Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

 

Claudio Lolli

postato da: herdakat alle ore 19:45 | Link | commenti (7)
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martedì, 24 giugno 2008
postato da: herdakat alle ore 14:54 | Link | commenti (2)
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venerdì, 20 giugno 2008
postato da: herdakat alle ore 09:41 | Link | commenti (4)
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giovedì, 19 giugno 2008
  st-anne
Com'è andata?

Non bene: è stato uno di quegli esami che ti fa i
ncazzare: rispondi a tutto, bene, senza esitazioni nè interruzioni del prof, e quello, che è stato senza ascoltarti per venti minuti, ti dà 26. Anzi, prima ha scarabocchiato qualcosa su un foglio, io, convinto di essermi meritato fino a quel momento il voto tondo, vedendo che scrive un 25, devo essere impallidito. Allora il tipo mi fa un'altra domanda, alla quale rispondo ancora shockato. Alla fine mi dice, tutto sorridente, 26. I colleghi di corso più stupiti di me.
Ma in effetti ieri I ching avevano parlato e non erano stati troppo benevoli. E il prof è uno stronzo berlusconiano. E altre volte m'è successo il contrario, non posso quindi lamentarmi. Anche l'incazzatura, per esempio, m'è durata solo fino alle
tre.

26: Sant'Anna

postato da: herdakat alle ore 14:44 | Link | commenti (4)
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martedì, 17 giugno 2008
A questo giro credevo di rigovernarmela meglio. Invece ieri è comparsa la febbriciattola spossante e da una settimana non faccio altro che sognare ogni possibile variabile degli esami: scritti, orali, crocette domande aperte, domande apertissime, domande esistenziali... Giusto stamattina si è riaffacciato un vecchio classico dell'onirismo studentesco: avevo perso lo zaino, con dentro appunti, sacro astuccio (un giorno vi parlerò del sacro astuccio, e allora mi guarderete con una luce diversa negli occhi) e libretto, in un punto imprecisato del quartiere 2, o dell'1.
L'assurdo dei sogni sugli esami è che non sogno mica di bocciarli, anzi, in generale non sogno neanche di farli: sogno la parte in cui il prof ti spiega come si svolgeranno gli esami, fa l'appello e le prime raccomandazioni. Non sono neanche sogni angosciosi. L'unica eccezione, la redizione dell'ultimo esame che ho fatto, una ventina di giorni fa (un giorno vi parlerò anche di quello).
postato da: herdakat alle ore 07:18 | Link | commenti (2)
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venerdì, 06 giugno 2008
Concerto Inti-Illimani
postato da: herdakat alle ore 23:23 | Link | commenti (6)
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mercoledì, 04 giugno 2008


Capita, nelle lunghe convivenze, di arrivare a provare per le persone con cui si convive un odio diffuso che va dalle piccole minuzie quotidiane, l'uso di certe parole, la noiosa verbosità di certi aneddoti sentiti mille volte, un rumore fatto sorbendo la minestra, a questioni più grosse: i soldi! la politica, o magari la religione.
Questo fenomeno è amplificato quando si è consanguinei. Penso sia un modo che la natura ha per spingere la gente a distribuirsi meglio sulle terre emerse, a mischiare i semi, e le idee. Non credo insomma, che c'entri il male.
Io di mio padre odiavo tutto. Ma soprattutto odiavo il suo sonno e la sua insonnia. Sonno diurno e insonnia notturna, uno la conseguenza dell'altra, l'altra conseguenza dell'uno. Odiavo non poter fare giochi rumorosi (che evitavo nelle altre ore del giorno perchè non assecondavano la mia indole) nelle ore canoniche del lungo pisolino pomeridiano. Odiavo stare ad ascoltare quegli sbadigli notturni, segno che il sonno non c'era e che non era neanche cercato, che gli sbadigli li usiamo per restare svegli. L'odio, immaturo, giustificato per altri casi, era spropositato in questo, e poco motivato: i ritmi circadiani, certe tensioni, pensieri, fisiologie.
Ora, e non è la prima volta, sono qui, insonne, a scrivere di notte, per contrappasso, senza che nessuno mi odi, che al gatto non par vera una razione supplementare di accarezzamenti.


postato da: herdakat alle ore 02:10 | Link | commenti (16)
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mercoledì, 04 giugno 2008
... il Bertolaso è li che briga dietro un sacco di cose, e voi sempre lì, a fare un casso!
postato da: herdakat alle ore 00:14 | Link | commenti
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giovedì, 29 maggio 2008
Mi sento un po' in colpa per non avervi consigliato ancora la lettura di Gli interessi in comune di Vanni Santoni. Volevo scriverne una recensione, ma non l'ho fatto. Credo di non averlo fatto un po' per invidia nei confronti di questo giovane scrittore, un po' perchè i temi e le situazioni affrontati da Santoni mi sono abbastanza vicini, e non è mai troppo facile parlare di cose che ci sono vicine. In fine c'è la cronica mancanza di tempo, che ultimamente mi sta impedendo di scrivere cose sensate.
Rimedierò solo in parte avvisandovi che oggi pomeriggio, alle 18, nei locali della Feltrinelli in via de' Cerretani l'autore presenterà il libro. Io vado. E ricordandovi ancora una volta il suo bel blog, Sarmizegetusa.
postato da: herdakat alle ore 11:26 | Link | commenti (1)
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martedì, 27 maggio 2008
I percorsi di lettura sono una roba strana. Mi ricordo che in quarta superiore, diciassette anni fa, la lettura del Nome della Rosa e del Pendolo di Focault mi portò a laggere Come si fa una tesi di laurea, solo perchè in biblioteca, di quell'autore, quello avevano. Mi piacque.
postato da: herdakat alle ore 08:46 | Link | commenti
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lunedì, 26 maggio 2008
postato da: herdakat alle ore 11:54 | Link | commenti (3)
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lunedì, 26 maggio 2008
Preso dallo sconforto studiereccio, ieri, nel mezzo di una breve pausa, ho chiesto via sms ad una collega notizie in merito alla sua preparazione. Vi trascrivo, per scrupolo linguistico ed antropologico, la risposta, lettera per lettera:

Ciao!scSeTrispAqstOraMaSnDaPokoTornataAcasaDalLavoro!SinceramenteNhoCombinatoNullaEmiDispNdare LoScrittoDelBarucciMaPrepararloInUnGrnèimpos...Te?notte

Prima o poi qualcuno si dovrà impegnare a tradurre i classici in questo idioma
postato da: herdakat alle ore 08:27 | Link | commenti (1)
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lunedì, 19 maggio 2008
Son lesso. Ma pare sia finito finalmente il periodo speciale. 6 notti lavorative in quindici giorni. Ieri l'ultima. Di giorno, la fine dei corsi all'università e un esame anticipato, poi posticipato, col prof che si becca atroci recensioni on line anche se la sua materia è da 3 crediti (per quanto in realtà, senz'altro la più interessante di questo semestre: Sociologia del Lavoro e delle Organizzazioni). Di notte, a lavorare o a casa, in preda all'insonnia o agli incubi. La penultima notte mi sono ritrovato la mattina in preda ai sudori freddi, con nausea, giramenti di capo, equilibrio precario. Ho praticamente dormito per due giorni, ieri avevo abbastanza energie per andare al lavoro, ed evidentemente oggi per andare in facoltà a fare 4 ore col prof di cui sopra. Ora, per sovrappiù, sono ad aspettare un paio di amici, che l'idea sarebbe quella di fare una partitina a qualche gioco, magari addirittura iniziare un avventuretta di Unknown Armies...
postato da: herdakat alle ore 19:32 | Link | commenti (8)
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venerdì, 16 maggio 2008
La sicurezza è l'oppio dei popoli.

Oggi, dovevo andare in banca, ho preso l'autobus. I vecchietti erano proprio contenti della locandina dei giornali locali, finalmente anche Firenze avrà le sue ronde. Poi ho visto una ragazzina con scritto sullo zaino "Ceci ti amo sei stupe". Proprio scritto così, vi giuro. Credo che le mie ronde avrebbero dei bersagli diversi da quelle di AN.

Dulcis in fundo sotto casa, mentre attraversavo viale Corsica, m'è passato vicino, su un'ape di Poste Italiane (ciao doblondoro!!) un vicino di quando stavo a Campo di Marte; un tipo sulla cinquantina, cordialmente fascista. S'è affacciato in corsa dall'ape, radioso "Compagno!", ha gridato "Questa volta è andata male, eh!!!". Già, questa volta. Improvvisamente mi sono ricordato di tutte le elezioni vinte, dei bei momenti passati con l'anarco sindacalismo che dava supporto esterno al governo Iotti, di Pajetta agli Interni! Ah, che tempi!
postato da: herdakat alle ore 19:41 | Link | commenti (3)
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martedì, 13 maggio 2008
Vediamo se mi ricordo un esperimento classico.
Allora, se non sbaglio funzionava così: Delle studentesse che volevano entrare a far parte di un gruppo di discussione sulla sessualità venivano fatte passare (per entrare nel gruppo) attraverso una situazione che poteva essere moderatamente imbarazzante o potentemente imbarazzante. Di fatto dovevano leggere in pubblico dei brani con riferimenti sessuali più o meno espliciti. Poi veniva detto loro che erano state ammesse al gruppo di discussione ma che per la prima sessione avrebbero potuto solo ascoltare quello che si dicevano le altre componenti del gruppo. In seguito veniva fatta loro ascoltare quella che loro credevano essere la sessione del gruppo e che invece era una registrazione uguale per i due gruppi e dal contenuto decisamente banale. Infine venivano sottoposte ad un test teso a misurare quanto avevano apprezzato quello che avevano ascoltato.
Risultò che le studentesse sottoposte all'iniziazione più umiliante giudicavano con maggior favore la registrazione rispetto alle altre.
Gli sperimentatori spiegarono ciò dicendo che esse dovevano aver innescato un qualche meccanismo teso a ridurre la dissonanza cognitiva. Secondo gli sperimentatori le studentesse dovevano aver ragionato così: Se mi sono sottoposta ad una prova così pesante _evidentemente_ ciò per cui lo sto facendo ne deve valere la pena.

Ci sono poi degli studi che confutano questa impostazione che però pare interessante ed esplicativa in altri ambiti. Solo che già mi fuma il cervello per aver richiamato queste nozioni del semestre scorso (immagino di essermi fottuto almento un paio di capitoli della roba che sto studiando ora, nello sforzo)  per cui scordatevi maggiori dettagli.
postato da: herdakat alle ore 15:20 | Link | commenti (7)
categoria:dissonanza cognitiva
mercoledì, 07 maggio 2008

Dissonanza cognitiva:

Un individuo che attiva due idee o comportamenti che sono tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva); al contrario, si verrà a trovare in difficoltà discriminatoria ed elaborativa se le due rappresentazioni sono tra loro contrapposte o divergenti. Questa incoerenza produce appunto una dissonanza cognitiva, che l'individuo cerca automaticamente di eliminare o ridurre a causa del marcato disagio psicologico che essa comporta; questo può portare all'attivazione di vari processi elaborativi, che permettono di compensare la dissonanza.

Esempio pratico:

Due ore di Psicologia Ambientale passate a vedere il bellissimo documentario di Al Gore sul disastro climatico e il global warming.

Le due ore successive di Pscologia delle Organizazioni/Pscologia della Publicità passate a partecipare ad una ricerca sul consumo di acqua minerale sponsorizzate dall'acqua minerle Sam 8enedetto.

postato da: herdakat alle ore 14:27 | Link | commenti (9)
categoria:dissonanza cognitiva
mercoledì, 07 maggio 2008
Segnalo l'ottimo ma magro blog di Ghan Buri Ghan. Si chiama Golondrinas.
postato da: herdakat alle ore 09:08 | Link | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 07 maggio 2008
M'è capitato, da quando il centrodx ha vinto così brillantemente le elezioni, di ascoltare dalla bocca di 55-65enni toscani di razza bianca e sesso maschile l'asserzione "Brutto eh, ma almeno adesso ci sarà stabilità! La gente s'era stufata! Ora, qualcosa verrà fatto!".
55-65enni toscani, bianchi, maschi, con un lavoro, una prevedibile pensione di qui a dieci-quindici anni, la casa in città e quella in campagna e un paio di macchine a famiglia.
postato da: herdakat alle ore 09:06 | Link | commenti (1)
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martedì, 06 maggio 2008

Copio e incollo da www.donzauker.it

(-grazie a Polar bear-)

Manifesto (o Manifestino)

della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica

L’evoluzione dell’uomo ha permesso alcune fondamentali acquisizioni: il principio di non contraddizione, la penicillina, la democrazia, il rispetto per il pensiero altrui. Questo rispetto viene giustamente esteso a tutto ciò che non è puro pensiero ma anche credenza, spiritualità e ciò che questi concetti di sfuggente definizione producono in campo etico: riti religiosi, manifestazioni devozionali, etc. Bene: oggi, anno 2008 dell’era post-tecnologica e informatica, a più di due secoli dall’Illuminismo ed a quasi un secolo dalla teoria della relatività, la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana. Per contro, la Chiesa Cattolica, propugna con vigore e in modo invadente il suo modello di civiltà: l’obbedienza acritica verso una dottrina ed una tradizione forgiata a suon di concilî rissosi, papi sanguinarî e persecuzioni inquisitorie, l’ingerenza nell’etica individuale e sociale, la pressione costante sui governi - segnatamente quello italiano ma in principio quelli di tutto il mondo - affinché modellino le proprie leggi sulla base dei dettami cattolici, la condanna di ogni etica diversa da quella cattolica e la pretesa di fungere da unico paradigma di comportamento non soltanto per gli adepti di quella sètta ma per tutti gli esseri del mondo.

A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.

L’universalità dei mezzi di comunicazione e la forza che la Chiesa Cattolica esercita su di essi rende la moltiplicazione di questi riti, divieti, sentenze e prescrizioni del tutto assillante ed invadente nei confronti di quell’enorme parte della civiltà umana che non vi crede. Questo è il punto: la Chiesa Cattolica ed i suoi adepti difendono questa congerie di riti e superstizioni appellandosi al rispetto che si deve verso la religione e verso la sensibilità religiosa dei credenti. Di fatto questo limite è infinito, non potendosi sondare quale sia il punto oltre cui la «sensibilità religiosa» di una certa persona si ritenga urtata. La civiltà dell’Illuminismo, del libero pensiero e della democrazia ha portato a maturare il rispetto verso le idee e le idee religiose dei singoli, estendendo il principio della difesa della libertà di pensiero anche a coloro che per secoli hanno fatto del settarismo e della persecuzione il principale mezzo di propaganda della loro dottrina.

Oggi il libero pensiero, la libera ricerca scientifica, la libertà di scelta morale dei singoli è costantemente ostacolata, criticata e negata dalla chiesa Cattolica con l’opera di capillare propaganda portata avanti dal suo capo. Di fronte ai continui attacchi verso i principî che ci hanno permesso di uscire dalla barbarie dei secoli passati e dalla soggezione di una dottrina opprimente e involutiva, è necessario che gli uomini razionali difendano il loro patrimonio di cultura e di evoluzione, così come è necessario alla fragile democrazia difendersi dalle insidie del sempre rinascente totalitarismo. È per questo urgente motivo che, d’ora in avanti, non porteremo più rispetto verso la «sensibilità religiosa» di chi ci propone sfacciatamente l’adorazione di cadaveri o parti di essi, di chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, di chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, di chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, di chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, di chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali, etc. Non gli porteremo alcun rispetto, perché il loro pensiero costituisce un danno ed una involuzione per la società.

Perdipiù, il principio di rispetto verso le idee e convinzioni altrui dev’essere reciproco: non si capisce perché la Chiesa Cattolica debba giornalmente infrangere questo principio offendendo la sensibilità e la razionalità di tutti coloro che non si riconoscono parte di essa, proponendo loro argomenti, dettami e comportamenti che offendono la logica e la ragione. Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.

Concetti come «fede», »sensibilità» e «spiritualità» non potranno più costituire una copertura ed una patente d’impunità per tutto ciò che di illogico, ripugnante, antistorico, antiscientifico e laicamente immorale propugna la Chiesa Cattolica.

Federico M. Sardelli

postato da: herdakat alle ore 08:42 | Link | commenti (1)
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martedì, 29 aprile 2008
A me, il mio scrittore preferito italiano, lo scrivo soprattutto perchè penso che magari scrive il suo nome su internet, capita qua ed è contento. Che poi è vero che è il mio scrittore italiano preferito, è Paolo Nori. A me, quella cosa lì, delle avanguardie russe e emiliane, mi fa morire.
postato da: herdakat alle ore 09:43 | Link | commenti (4)
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