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Uno dibattuto tra l'estrema pigrizia e l'inquietudine perpetua
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sabato, 07 novembre 2009
Manco di rispetto ad Alda Merini a far seguire alla sua bella poesia questo mio strafalcione, ma volevo metterlo da qualche parte e qui mi pare il posto giusto.

Campo di Marte sono quei giardini recintati e sognati

le persiane di legno sbrecciato

e il quotidiano sbrecciato

di minestrine e urla e solitari giochi di graniglia


I mostri-amici del non-oratorio

le partite a pallone per strada

i giornali porno in cantina

una lettera scritta in rosso


Quelle notti fredde e quei giorni caldi

I viaggi per andare chissà dove a fare

chissà cosa e a mangiare,

ritorno incluso, chiuso.

Con quei due portoni enormi

e il ristare di chi rientra

nel fresco androne da chiesa.



Il Sodo è un piccolo sogno inquieto

di pappagalli e altri strani animali

il muschio come sfondo, il miele

e la scoperta del formaggio.



Alle Cure addormentate

si raggiunge la maturità,

tappa inevitabile e sgraziata

soli con la gatta e qualche sms


Si costruiscono

con pezzi di compensato e laser

dei robot simulacro di un'identità

fittizia e concreta, attuale.


La macchina, per fare lo slalom

tra i pini e il fiume,

tutti quei cani e tutte quelle donne

e gli amici ritrovati e gli amici perduti

 


Gordigiani è quel volto.


Vicini automi che seguono copioni

di sorriso e devastazione.


Le luci di natale e la neve

quel quadro e le svizzere e i cinesi

la speranza e lo strappo

e svegliarsi ancora sperando di

svegliarsi da un sogno


E dare e toccare senza curarsi che il

tocco sia sentito distratti di lato

per un sogno-incubo stupido e assente

 


Vittorio Emanuele è in salita

il rosso delle pareti ed il nero.

Un uccellino preso al volo

la spesa alla coop,

ancora amici, come se contasse

e una corte-vetrina che rassicura

dalla terrazza

 


Ugnano sono i campi

e quei cassonetti nel mezzo,

il carcere e il fornaio


Palazzi lontani con affacciati

invidiosi e felici, vicini, loro.

Filari di immigrati a misurare insalate,

il 44 e meno SUV che alle Cure,

una corsettina ogni tanto


La pausa per le sigarette

diventa una passeggiata

e ad ogni spedizione in Città

si affastellano sullo scooter

pensieri e ricordi non richiesti


Il barbecue e l'orto non li ho fatti.

Ho fatto altro e i mesi sono pochi:

Un'estate radiosa di due o tre giorni

che non intendo dimenticare

L'autunno, opaco, non infelice ma gramo


Fuori controllo, l'assenza di abitudini

mi piaga come un umido origami

di carta di giornale


7/11/2009

postato da: herdakat alle ore 16:32 | Link | commenti (3)
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sabato, 07 novembre 2009
Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.
postato da: herdakat alle ore 15:33 | Link | commenti
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sabato, 31 ottobre 2009
vinicio_caposela_cover_da_soloE' più di un anno che è uscito, ora lo posso scrivere: Da solo, di Vinicio Capossela, è il suo migliore disco uscito finora. E non è poco, 1- perchè Capossela è bravo, il migliore tra gli italiani in vita, e negli anni scorsi ha fatto uscire alcuni dei dischi più belli in circolazione 2- perchè non è in giro da poco, Capossela, e uscire con un capolavoro così sincero non è mai facile per un veterano.
Lasciati da parte i bellissimi frastuoni catartici di Ovunque proteggi (probabilmente l'altro suo miglior disco, anche se sono affezzionato molto a Camera a Sud), recupera alcuni dei toni di Canzoni a manovella (non certo il migliore dei suoi dischi) dando loro maggiore spessore.
Sarà che adoro il glockenspiel. Sarà che il toy piano è uno strumento evocativo quant'altri mai. Sarà che i suoni che escono dal teremin suonato da Vincenzo Vasi bastano a far sognare. Sarà che mi piacciono gli strumenti dai nomi strani, come cristallarmonio o mellotron o armonio indiano.
Sarà poi che il titolo dell'album dice tutto e anche di più dell'attitudine sua e mia in questo momento. Saranno brani come Il paradiso dei calzini o Orfani ora che rasentano la perfezione nella sintesi ad incastro tra suoni e parole. Fatto sta che eleggo questo album a disco dell'anno, anzi, del biennio, visto che è uscito l'anno scorso.
Per non parlar del live, che ho visto marzo scorso al Verdi in una serata che per motivi diversi e di segno diverso, difficilmente dimenticherò.
Che dire, siete in tempo a comprarvi il disco e a consumarlo. Siete in tempo a rivedervi il concerto di Firenze si marzo che sta per uscire il DVD (11/13/2009) e siete anche in tempo a rivederlo dal vivo, sempre al Verdi, il 15 dicembre. Io conto di bissare.
postato da: herdakat alle ore 01:41 | Link | commenti (2)
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mercoledì, 28 ottobre 2009

immIeri ho visto La ragazza sul ponte (grazie Barbara), veramente un gran bel film, poesia distillata, di Patrice Leconte, regista che non conoscevo, con la bellissima Vanessa Paradis e il bellissimo Daniel Auteuil. - Curioso come la bellezza sia una gestalt di dettagli che, presi singolarmente, possono anche risultare bruttini o anonimi -

Il film affronta il tema della fortuna. La fortuna. Non ci credo. Credo nel caso, nella buona volontà e nella disposizione mentale positiva.

Non penso che i miei ultimi anni di vita e l'ultimo anno, e gli ultimi mesi (miei e delle persone che ho avuto vicino) siano stati guidati dalla fortuna. E neanche dalla psicosomatica, comunque. Credo che il caso c'abbia messo lo zampino. E la volontà di ignorare segnali, di illudersi, di voler credere in cose nelle quali non si crede.          Rimpianti ne ho. "Avrei potuto", "avrei dovuto", "certo però che se solo...". La fretta (non mia) mi ha rubato delle opportunità ma la stupidità (mia) mi ha accecato, regalandomi bei momenti ma togliendomi alcune prospettive.          Non sono felice, ma non è così male per uno che non crede nella felicità. Sono stanco e non vedo in tempi brevi il modo di riposarmi come vorrei. Che poi neanche lo so in quale modo vorrei riposarmi.

Metto ulteriore carne al fuoco. Forse è una cosa stupida da fare per uno che si lamenta di non avere energie o tempo o riposo. A novembre inizierò un corso di teatro, mi serve per il mio lavoro e per i miei studi (che vorranno prima o poi essere un lavoro). Voglio riprendere decentemente il blog, ma lo vedete anche voi, non è facile. Vorrei scrivere e fotografare. Vorrei cucinare. C'è a Firenze F. la mia amica marsigliese, ne avevo bisogno.

postato da: herdakat alle ore 10:58 | Link | commenti (2)
categoria:sincronicità, amor cha nullo amato amar perdon
lunedì, 26 ottobre 2009




In My Life
- John Lennon, Paul McCartney

Traduzione
Nella Mia Vita
postato da: herdakat alle ore 17:47 | Link | commenti (1)
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lunedì, 12 ottobre 2009
E in una settimana sono anche riuscito ad andare ben due volte al cinema!!!
Doppietta Allen-Tarantino, probabilmente i miei due registi preferiti. Con i film attualmente nelle sale nessuno dei due giunge ai picchi del passato (anche recente), ma entrambi i film sono da vedere. Tarantino, se non riesce a scrivere più sceneggiature come quelle di Reservoir Dogs o di Pulp Fiction, matura comunque di film in film per quanto riguarda direzione degli attori, gestione della fotografia e delle inquadrature, tempi. La scena iniziale e quella finale di Inglourious Basterds sono due piccoli capolavori. Christoph Waltz e Mélanie Laurent da Oscar.
Il film di Allen, salvo alcune minime sbavature (la protagonista femminile a volte assume tratti troppo caricaturali), si segnala per una compiutezza piacevole, una coerenza matura tra i temi, i dialoghi, la storia e la filosofia del film.
Insomma soldi spesi bene per film che fanno venir la voglia di tornarci più spesso al cinema.

postato da: herdakat alle ore 20:30 | Link | commenti (1)
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domenica, 11 ottobre 2009
Una pausa breve tra le fatiche universitarie mi permette di leggere narrativa. Visto il tempo risicato opto per due raccolte di racconti. Non è vero. Vado in libreria e compro in un botto 6 libretti: Il contrario di uno di Erri De Luca, Il tempo invecchia in fretta di Antonio Tabucchi, Ti saluto filosofia, La superficie di Eliane, Le pietre volanti e Itaca per sempre di Luigi Malerba. Tre di queste sono raccolte di racconti. In una notte fulmino Ti saluto filosofia. Non conoscevo Malerba, l'ispirazione per l'acquisto da una recensione di Eco su Repubblica (Eco, Repubblica... quanti ricordi... da un po' mi paiono entrambi illeggibili!). Ottimi racconti; piccoli labirinti che guidano il lettore in percorsi di pensiero strani, strettamente imparentati col paradosso quotidiano che siamo chiamati a vivere. Non credo che sia postmoderno Malerba, riprendo l'intervento di Eco. E' una modernità strana la sua. La chiamerei modernità laica, mi fa pensare a Borges e Calvino.
Se i racconti di Malerba sono piccoli labirinti quotidiani, quelli di Tabucchi sono degli atrii. Ci lasciano intravedere altre stanze di case non nostre, ma non ci permettono di andare a fondo, di scoprire dove sono il bagno o la camera da letto. Tabucchi descrive diversi personaggi, alcuni non immediati, nessuno ruffiano. Ci mostra la difficoltà del discernere tra il bene e il male. Convitati di pietra, invisibili ma chiari a chi conosce l'opera non solo narrativa dell'autore, coloro che il bene e il male li distinguono, ma poi si adeguano, mai chiamati ad agire in un senso o nell'altro, si pronunciano e basta, forse, bipartisan, non sbagliano, revisionisti dell'ultima ora, pensiero unicisti convinti. Forse è una mia impressione ma il discorso forte di L'oca al passo riemerge; lì i nomi venivano fatti, due su tutti, Violante e Ciampi, ma magari fossero in scarsa compagnia.


Scusate, post involuto quanto mai... ma sulle recensioni mi sono già espresso. Se volete vi spiego a voce, intanto leggete i libri... notevole Malerba, sto leggendo Itaca ora... voi lo conoscevate?
postato da: herdakat alle ore 14:18 | Link | commenti
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giovedì, 08 ottobre 2009

Aaaaaah! Godo come una scimmia!
Malgrado il regolamento penalizzante per i non laureati (dovrei laurearmi a novembre e quindi partivo con cira 15-20 punti su 100, in meno), malgrado il regolamento penalizzante per i vecchi (a pari punteggio passa avanti chi è più giovane) e soprattutto malgrado il fatto che non avevo studiato (la sessione di esami era finita da 7 giorni e avevo dato 4 esami ed ero un pochino, ma giusto uno zinzinino, stressato per altre sciocche questioni) sono arrivato 10° su 430 al test di ammissione per la laurea magistrale! Test composto da una batteria di 80 domande di cui 20 di psicologia del lavoro e 60 relative agli altri corsi di laurea (sviluppo, generale, clinica).  Insomma, mi confermo Re delle crocette!!!. (E comunque il tutto getta un po' un'ombra oscura sui miei colleghi di università...).
Mi aspettano almeno altri due anni di purgatorio. Aaaaaaargh!
postato da: herdakat alle ore 14:14 | Link | commenti (1)
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martedì, 29 settembre 2009
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

clicca qui per ascoltare

postato da: herdakat alle ore 16:23 | Link | commenti (1)
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lunedì, 28 settembre 2009

Well, God bless your crooked little heart,
St. louis got the best of me
I miss your broken-china voice
How I wish you were still here with me

Well, you build it up, you wreck it down
You burn your mansion to the ground
When theres nothing left to keep you here,
When you're falling behind in this big blue world

Oh you go to
Hold on, hold on
You got to hold on
Take my hand, I'm standing right here
You got to hold on

- Da Hold on, Tom Waits  album Mule Variatons-
Per sentirla e vedere il video cliccate qui.


Finiti gli esami della triennale.
Sono in tempo per iscrivermi alla Magistrale ma non sarà facile, chi si è laurato a luglio o l'anno scorso ha venti punti più di me, visto che ancora non sono, tecnicamente, laureato; dovrei esserlo a metà Novembre - Inshallah! -
L'ultima sessione è andata oltre ogni più rosea aspettativa, sono riuscito a fare 4 esami, tutti e quattro tosti (gli ultimi due martedì scorso) con una media ottima, riprendendomi dalla débâcle di Luglio.
La prof. del libro giallo mi ha dato ben due trenta.
postato da: herdakat alle ore 10:48 | Link | commenti (1)
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venerdì, 11 settembre 2009
Ugnano1
postato da: herdakat alle ore 19:07 | Link | commenti (3)
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domenica, 30 agosto 2009

Non sai che quello che ti tocca una volta si ripete? Che come si è reagito una volta, si reagisce sempre? Non è mica per caso che ti metti nei guai. Poi ci ricaschi. Si chiama il destino. (Cesare Pavese, da La bella estate, trovato su Wikiquote)

postato da: herdakat alle ore 00:56 | Link | commenti (3)
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martedì, 11 agosto 2009

Nel grande edificio che occupa Scuola Koop siamo in due stamani. E l'altra è all'ingresso: leghe ci separano. Per errore ho chiesto al programma di archiviazione dei libri di fare una procedura che richiede eoni per essere evasa e allora mi trovo qui senza avere nulla da fare né nessuno da tediare. Peggio per voi. Almeno avessi evitato la scorsa settimana di portare al piano superiore il Mereghetti, potrei distrarmi leggendo un po' di recensioni di film che ho già visto o che non vedrò mai.

Sto pensando di tornare un po' al blog. Per fermare delle idee e anche per innescare un'inversione di tendenza che auspicavo, tempo fa, su feisbuc. Scrivevo che secondo me si tornerà prima o poi ai siti personali. Magari implementati con funzioni che permettano di prelevare contenuti dalle pagine altrui in maniera automatica, così come accade per fb o per maispeis, però con maggiori contenuti. Non lo so... ci spero. Perchè in effetti altrimenti il social netuorching è un po' desolante e diventa più che altro una sorta di asocial networking pro situ.

Pro situ. Erano secoli che non pensavo al situazionismo e a Guy Debord! Il social netuorching in effetti ha (temo consciamente) velleità situazioniste. Che proprio in quanto velleità hanno le caratteristiche per cadere nella categoria (amplia quanto l'ego vagamente staliniano del suo creatore) 'pro situ'. Guy Debord bollava infatti come pro situ tutti coloro che dicendosì situazionisti facevano qualcosa che lui non approvava cui non aveva dato l'imprimatur. In sostanza i pro situ erano situazionisti deviati, asserviti alla società dello spettacolo... vabbè, il programma di archiviazione ha finito il suo lavoro salvandovi da questo mio sproloquio. Torno a lavorare.

postato da: herdakat alle ore 10:11 | Link | commenti (10)
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domenica, 09 agosto 2009
Ah! Non ho niente da dire in realtà.
Per chi non lo sapesse, ho cambiato casa. Abito per conto mio in una casa che mi costa troppo, un po' troppo lontana dal resto del mondo. Però ci sto bene. Herman ci sta bene, anche se dà segni di squilibrio per il caldo, però insomma.
Ho una vasca, che oggi ho usato, per la prima volta, sperando di cavarmi uno strano raffreddore fuori stagione che mi ammorba da qualche giorno. Studio, che l'ultima sessione l'ho mezza sbagliata.
Lavoro, qui e là, anche se là, per fortuna, tra pochi giorni chiude per una quindicina di giorni... che ovviamente coincidono con il massimo di lavoro qui, per cui di riposarsi non se ne parla neanche.
La casa nuova, prenderne le misure, godermi gli spazi interni ed esterni, farla mia, occupa le energie che mi restano tra lavoro e le mie solite seghe mentali.
Ieri rientrando un allocco mi ha attraversato la strada.
Fingo che sia facile.
Vado a correre quando mi sveglio ad un' ora decente e non devo lavorare, cioè non troppo spesso. Ma il bello è che qui si esce di casa e si corre.
Non scrivo e leggo poco, a parte la roba che devo studiare. Cucino ogni tanto, soprattutto per me stesso.
Amo.
postato da: herdakat alle ore 21:54 | Link | commenti (3)
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mercoledì, 13 maggio 2009
DSC_2316
postato da: herdakat alle ore 11:33 | Link | commenti (8)
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sabato, 09 maggio 2009
Studio-pausa-faccende-pausa-studio... non male come routine per un giorno libero. Stasera a cena da amici. Ogni tanto un cicchino in terrazza. E' uno dei miei problemi, immagino, quello di essere a volte pantofolaio, ma la settimana non è che mi abbia lasciato molta tregua. Energie poche, insomma, ma ci si ricarica.

Ho iniziato la collaborazione (doveva essere uno stage, spero che diventerà un tirocinio, a tempo debito, cioè tra 3 anni circa) con la scuola di formazione della k0op. Io gli devo imbastire la biblioteca, loro mi fanno vedere il dietro le quinte della loro attività e mi fanno seguire alcuni corsi interessanti.

Un aspetto forse secondario, ma piacevolissimo, sono i chilometri che mi faccio per andare alla scuola, che si trova vicino ad Empoli, attraverso la campagna toscana.

DSC_2308a
E' una delle zone che mi piace di più della nostra campagna e le visioni che si aprono ad ogni curva mi fanno proprio godere. In settimana poi ho allungato fino a Palaia e anche quel tratto, sempre dominato dalla collina di San Miniato regala gioie assolute.
Mentre guido, ripasso Dante. Ero stato fermo per mesi a "perchè non sali il dilettoso monte, che è principio e cagione di ogni gioia?", in un giorno ho guadagnato due versi.
postato da: herdakat alle ore 11:02 | Link | commenti (2)
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venerdì, 08 maggio 2009
E' un discorso, ovviamente privato, di libertà tristi.
postato da: herdakat alle ore 19:07 | Link | commenti
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domenica, 03 maggio 2009
Il duemilanove è, per me, l'anno della volizione. Chi mi conosce non tarderà ad immaginarsi quindi che sarà un anno nemesi. Un anno antitesi che auspicabilmente mi porterà ad una sintesi. Si tratta di stringere i denti.
PicturesFrancesco 752
postato da: herdakat alle ore 10:14 | Link | commenti (2)
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giovedì, 16 aprile 2009
postato da: herdakat alle ore 20:21 | Link | commenti (1)
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giovedì, 02 aprile 2009
Da ieri ho cominciato delle lezioni tandem Italiano/inglese con dei Minneapolitani. Ribadisco l'impressione SPQA.
postato da: herdakat alle ore 04:02 | Link | commenti (2)
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